Castello di Arceto

Arceto di Scandiano
1 ott. 2005

Ingresso al Castello di Arceto
Linea
La Rostaria

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Vi sono momenti nella vita in cui si comprende quanto sia inutile rincorrere gli altri annientandosi e assoggettandosi a ció che non piace solo per restare in compagnia. Una volta presa la decisione di assecondare principalmente i propri desideri e le proprie aspirazioni, subentra una sorta di piacevole intorpidimento che ti induce a centellinare le situazioni godendo pienamente di quanto programmato. Ricacci indietro la sensazione di essere un marziano perché ti rendi conto di quanto sia normale voler fare una gita per visitare castelli se questo è il tuo hobby e, se sei costretta ad andare da sola, è perché non hai incontrato le persone giuste.

     Parte presto la mattina
     Nicoletta marzianina
     s'è svegliata di gran lena
     col prurito nella schiena
     in Emilia vuole andare
     e un castello visitare...


Bagaglio leggero, automobile in piena efficienza, mattinata soleggiata e un lungo percorso in autostrada fino a Modena Nord. Il viaggio, preparato scrupolosamente, è faticoso ma agevole; raggiungo facilmente Arceto di Scandiano nel cui castello c'è il ristorante La Rostaria ubicato proprio nelle scuderie sapientemente ristrutturate.
Il pranzo, suggestivo e pantagruelico, appartiene alla cucina tradizionale emiliana rielaborata: antipasto di salumi, tagliatelle al prosciutto, ravioli alle erbe, guanciale brasato all'aceto balsamico, tagliatelle alla crema, acqua e caffè. Assaporati i cibi, gustate le pietanze, saziato il corpo, non resta che far gioire anche lo spirito visitando il castello.

Arceto è uno dei pochi esempi di rocca di pianura rimasti nel nostro territorio. Circondato da un fossato ellittico scavato per impedire un facile accesso, ha l'aspetto di un piccolo borgo in cui si entra attraversando un ponte in muratura e una porta ad arco che immette direttamente nella corte. Il cortile è isolato dal mondo esterno, lo scricchiolio delle scarpe sulla terra mista ai sassi fa risuonare i passi dissonanti del mio incedere zoppicando. Guardo l'oratorio di San Rocco, costruito dai Thiene nel 1570, ponendomi domande sul significato della religiosità nei secoli passati; il sole mi scalda le spalle come fosse quella mano amica che manca.
Benché l'aspetto attuale del Castello di Arceto sia dovuto alla ristrutturazione voluta dai marchesi De Mari, proprietari della rocca dal 1740, il castello ha origini antiche. Le prime notizie si hanno a partire dal X secolo quando l'imperatore Ottone I ne assegna la proprietà ai vescovi di Reggio Emilia. Successivamente seguì le vicende della vicina Scandiano passando dai Fogliani ai Boiardo, ai Thiene, ai Bentivoglio rincorrendo l'alternarsi dei successi nella lunga lotta tra Visconti ed Estensi. Ora, proprietà del Comune di Scandiano, il castello di Arceto è qui ad accogliermi sostenendomi nella mia rivoluzione culturale.

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