Castel Sismondo

Rimini
24 nov. 2007

Ingresso a Castello Sismondo
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Arco di Augusto

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I Castelli si trovano spesso a dover sfidare il tempo e gli uomini senza, tuttavia, possedere armi adeguate a difesa del loro prestigio. A poco a poco, le intemperie e i terremoti li logorano facendoli inesorabilmente decadere; d'altra parte anche gli uomini influiscono negativamente sul loro stato con assedi, guerre e ristrutturazioni sebbene in modo molto più veloce.
Nel caso della Rocca Malatestiana di Rimini, ad esempio, resta poco dello splendore originario dell'edificio. Il Castello venne ampiamente rimaneggiato nel Seicento quando furono abbattute le sommità delle torri per consentire l'alloggiamento di cannoni e mortai, seguita dalla ristrutturazione condotta nella prima metà dell'ottocento per trasformarlo in caserma dei Carabinieri che lo ridusse al solo nucleo centrale. In questa occasione, fu riempito il fossato e vennero abbattuti la cinta e i baluardi esterni. L'ultimo affronto il Castello lo subì quando venne trasformato in prigione nel 1857 e a tale compito rimase adibito fino al 1967. Poi l'abbandono fino ai restauri finanziati dalla Cassa di Risparmio di Rimini che, agli inizi del 2000, lo resero nuovamente fruibile al pubblico.
Ad oggi, Castel Sismondo funge da spartitraffico tra il centro storico e la Rimini moderna ospitando, a ridosso delle mura, un ampio parcheggio. Di sabato, però, c'è il mercato e quando i banchi sgomberano Piazza Malatesta, specialmente se la giornata è fredda e piovosa, assume nuovamente l'aspetto originario: solitario e venerando. Così lo trovai nel primo pomeriggio di quel sabato di fine novembre, accudito dagli addetti alla nettezza urbana, battuto dalla pioggia insistente e fredda, spazzato dal vento gelido, circondato dall'asfalto viscido, incredibilmente deserto, straordinariamente suggestivo.
Ero lì di passaggio, diretta verso la Repubblica di San Marino dove il giorno successivo avrei dovuto ritirare un riconoscimento assegnatomi nel Premio Titano, e non avevo saputo resistere alla tentazione di vedere Castel Sismondo la cui costruzione fu avviata precisamente il 20 marzo 1437 per volere di Sigismondo Pandolfo Malatesta, Signore di Rimini, dietro suggerimento degli astrologi di corte. La conclusione dei lavori venne proclamata ufficialmente nel 1446, anche se si continuò a lavorare fino al 1454.
Il castello era posto a cavallo della cinta muraria e fungeva contemporaneamente sia da fortezza, per difendersi dalla popolazione e dagli attacchi esterni, sia da palazzo signorile, degna sede della corte per ribadire la supremazia di Sigismondo Malatesta sulla città di Rimini.
Il forte odore dell'acqua proveniente dal fiume Marecchia e dalla pioggia insistente, mi colpì le narici costringendomi a rabbrividire. Rapidamente tornai verso la Stazione per prendere la corriera diretta a San Marino. Affrettai il passo rannicchiandomi nelle spalle nel tentativo di ripararmi, mentre la punta del naso gelata e le mani fredde mi ricordarono che non avevo pranzato. A Piazza Tre Martiri mi fermai in un bar a prendere un panino e una bevanda calda; li divorai con lo sguardo fisso sull'Arco di Augusto fino a quando il crepuscolo incalzante me lo consentì.

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