Rocca Estense

San Martino in Rio
2 ott. 2005

Cortile della Rocca Estense
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Vessillo Comunale

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Pigiatura in Piasa

Le persone savie, talvolta, compiono delle azioni apparentemente inconsulte, delle pazzie vere e proprie, senza saperne il motivo; se chiedi loro una spiegazione, il più delle volte ti sentirai rispondere: - Sì, lo so, la parte razionale di me mi diceva di non farlo, ma mi andava e l'ho fatto. Poi, non si è risolto tutto per il meglio? - e l'interlocutore resta a guardare basito e interdetto perché è tutto vero.
Così, quando Lorenzo mi propose di far parte della giuria del concorso di poesia a tema DI VIN… VINO indetto per i bambini delle scuole elementari, risposi subito con un bel no educato e fermo spiegandogli che la distanza tra Ariccia e San Martino in Rio è impossibile da coprire in una sola giornata. Poi bastò una poesia, richiamo accorato alla convivialità e al cameratismo poetico, per farmi cambiare idea e per imbarcarmi in un'impresa sciagurata. Alla fine, il divertimento per la giornata trascorsa in modo insolito, compensò ampiamente la fatica improba e l'acqua presa.

La prima domenica di ottobre, a San Martino in Rio, si fa la PIGIATURA IN PIASA dove, con la scusa di mostrare come si pigia l'uva, si approfitta per bere lambrusco mangiando coppa e culatello mentre nei paioli bolle il mosto base (sugo) per la preparazione dell'aceto balsamico. Fu una giornata fredda e piovosa quella domenica d'ottobre 2005, la scusa giusta per bere lambrusco, finalizzato a scacciare l'umidità, e per comporre poesie dettate sia dai fumi dell'alcol, sia dall'allegra compagnia.

Il Comune ci aveva concesso di utilizzare la stanza posta al piano terra della Rocca Estense in cui si tengono le sedute del consiglio; noi giurati, Lorenzo in testa, alle 10:30 entrammo con sussiego dall'arco d'ingresso al castello, attraversammo il cortile ammirando la parte più antica dell'edificio, la cappella del 1395 dedicata a San Giovanni Evangelista, ci insediammo nella sala consiliare consci del nostro privilegio.

Il castello fu costruito dai Canossa agli inizi del XI secolo, ma già nel 1157 fu distrutto dall'imperatore Federico Barbarossa sceso in Italia per ricondurre Comuni e Papato a più miti consigli. Prontamente ricostruito con torri possenti di cui oggi ne resta una sola, mura robuste e fossato pieno d'acqua, fu nuovamente distrutto dapprima nel 1353 dalle truppe dei Gonzaga e successivamente nel 1557 a seguito delle lotte interne alla famiglia degli Estensi. L'ultimo proprietario, il marchese Don Paolo Rango D'Aragona, lo trasformò in una residenza signorile restaurando il palazzo secondo il gusto rococò. Oggi il castello è proprietà del Comune di San Martino in Rio e, oltre agli uffici comunali, vi si trova la Biblioteca Civica e il Museo dell'Agricoltura.

L'orario fissato per la premiazione arrivò rapidamente. I giurati furono sorpresi dai bambini mentre ancora bisticciavano per l'assegnazione del primo premio: che caos! Alla fine riuscimmo a concludere onorevolmente con un giudizio equilibrato a dispetto della pantagruelica bevuta di lambrusco.
Soddisfatta nonostante la giornata massacrante, me ne tornai sola soletta verso casa sfidando con la mia automobilina il muro d'acqua bianco che mi sbarrava la strada.

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